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Fanny Hill - memorie di una donna di piacere

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Fanny Hill - memorie di una donna di piacere

Messaggio Da Stefy (Bauby) il Sab Mag 25, 2013 6:33 am

« Da parte mia non pretenderò di descrivere ciò che sentii dentro di me durante questa scena, ma da quell'istante furono messi in fuga tutti i timori di ciò che un uomo avrebbe potuto farmi: questi si erano ormai mutati in un desiderio così ardente, in una smania così irrefrenabile, che avrei tirato per la manica il primo uomo che si fosse presentato per offrirgli quell'ornamento della mia adolescenza, la perdita del quale, - pensavo - fosse un guadagno da procurarsi il più presto possibile. »
(J. Cleland, Fanny Hill, prima lettera)

Memorie di una donna di piacere (meglio conosciuto col titolo Fanny Hill) è un romanzo erotico di John Cleland, pubblicato per la prima volta in Inghilterra nel 1748. Scritto mentre l'autore era incarcerato a Londra per un debito non saldato,[1][2] viene considerato "la prima pornografia inglese originale in prosa, e la prima pornografia a ricorrere alla forma del romanzo."[3] Noto come uno dei libri più tormentati e banditi della letteratura,[4] è divenuto un sinonimo stesso di oscenità.[5]

Il romanzo fu pubblicato in due parti, il 21 novembre 1748 e nel febbraio 1749, rispettivamente da "G. Fenton", alias Fenton Griffiths, e suo fratello Ralph. In un primo momento nessun'autorità del governo si oppose al romanzo, e fu solo nel novembre 1749, un anno dopo l'uscita della prima parte, che Cleland e Ralph Griffiths furono arrestati e accusati di "corrompere i sudditi del re". In tribunale, Cleland ritrattò il romanzo e la sua pubblicazione fu ufficialmente ritirata. Ma quando l'opera suscitò l'attenzione del pubblico, circolarono edizioni abusive sul mercato coperto. In particolare, fu revisionata con un l'interpolazione di un episodio che descrive un rapporto omosessuale maschile, che la protagonista, Fanny, scorge attraverso la fessura di un muro. Cleland pubblicò una'edizione depurata del libro nel marzo 1750, ma non riuscì a portarla a termine, nonostante i suoi costi fossero stati drasticamente ribassati. Alcuni studiosi, tra cui John H. Plumb, hanno ipotizzato che la ripresa del testo fosse stata dettata in realtà dall'edizione pirata che conteneva la scena di sodomia.

Nell'Ottocento, alcune copie del libro furono vendute nei mercati illegali e non prima del 1963, col crollo del tribunale inglese delle oscenità che nel 1960 aveva favorito l'uscita di L'amante di Lady Chatterley, Mayflower Books, con Gareth Powell e il Managing Director, pubblicarono una versione cartacea integrale di Fanny Hill.

Le forze dell'ordine appresero il soggetto del romanzo alcuni giorni prima della pubblicazione, dopo aver colto un affisso alla finestra del Magic Shop nella Tottenham Court Road di Londra, portato da Ralph Gold. Un sergente si recò nel negozio, ne acquistò una copia e la consegnò al pretore di Bow Street, Sir Robert Blundell, che emise un mandato di perquisizione. In quello stesso momento, due ufficiali fecero visita a Mayflower Books in Vauxhall Bridge Road per verificare se le quantità di libri fossero conservate negli edifici. Interrogarono l'editore, Gareth Powell, e confiscarono le uniche cinque copie trovate. La polizia fece poi ritorno nel Magic Shop e sequestrò 171 copie del libro, e nel dicembre di quell'anno Ralph Gold fu citato in giudizio nella sezione 3 dell'Atto di oscenità. Da allora, Mayflower aveva distribuito 82.000 copie del romanzo, ma fu Gold anziché Mayflower o il Fanny Hill ad essere processato, sebbene Mayflower avesse già coperto i costi legali. Il processo ebbe luogo nel febbraio 1964. La difesa sostenne che Fanny Hill fosse una fonte storica e una festante celebrazione del canonico sesso non depravato - piccante anziché pornografica. L'accusa citò un'inconsueta scena di flagellazione, e conseguì la vittoria. Mayflower scelse di non ricorrere in appello. Il caso mise in luce la crescente incompatibilità tra le leggi sull'oscenità e le realtà sociale dell'Inghilterra alla fine degli anni 1960, e si rivelò utile nelle stridenti vedute al punto che nel 1970 un'edizione censurata del libro fu nuovamente divulgata nel Paese.

Il libro si fece strada finalmente negli Stati Uniti, in cui nel 1821 fu bandito per richiami osceni. Nel 1963, Putnam pubblicò il romanzo col nuovo titolo Memorie di una donna di piacere, che fu ugualmente proibito per offesa alla morale pubblica. Per la prima volta l'editore sfidò il divieto in tribunale. In una cruciale decisione del 1966, la Corte Suprema degli Stati Uniti d'America stabilì nel provvedimento Memoirs v. Massachusetts che il tormentato romanzo non era andato incontro al trattato Roth per essere bollato come scritto osceno.

Nel 1973, entrò in vigore il Miller Test e ne risultò che la svalorizzazione del romanzo fosse revocata, visto che, benché sollecitasse interesse libidinoso e dunque parrebbe palesemente oltraggiosa, l'opera presa nella sua interezza non pecca di valore letterario o artistico. Lo storico d'arte Johann Joachim Winckelmann ne consigliò la lettura in un'epistola per "la sua raffinata sensibilità e le sue nobili idee" espresse in "un elevato stile pindarico".[6]

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Stefy (Bauby)
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